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Chiesa parrocchiale di San Martino

La Morra, in Piazza Municipio  Dedicata al patrono del paese San Martino, la cui statua s’innalza sopra il portone d’ingresso, la chiesa parrocchiale rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura e di pittura barocca dell’area. Sulla piccola piazzetta del municipio si affaccia la possente facciata, progettata da Michelangelo Garove, le cui colonne, le lesene e i timpani dai cornicioni aggettanti creano giochi di luce  e ombra, che movimentano l’edificio.L’architetto, seguendo lo stile guariniano, progetta una chiesa dall’architettura vigorosa, un edificio che si modula attraverso effetti chiaroscurali e i volumi poderosi delle colonne e dei marcati elementi decorativi.L’interno a navata unica, con cappelle laterali comunicanti, custodisce preziose testimonianze artistiche, pale d’altare, affreschi e arredi sacri. Parte di questi arredi andò persa in un rovinoso incendio del 1874, che arrecò gravi danni all’edificio: l’organo, la tribuna e alcune suppellettili andarono distrutti.Tra le tele, pregevole è la pala dell’altare maggiore, opera dell’artista canellese Giovanni Carlo Aliberti (1662-1740), raffigurante Madonna con Bambino e i SS. Martino e Crispino. Di impianto barocco l’opera è caratterizzata da una struttura piramidale, animata dal movimento aggettante dei due Santi in primo piano che fanno da corona alla Vergine assisa su una nuvola, con il Bambino in braccio. Pregevoli gli ampi panneggi delle vesti, le cui pieghe creano giochi di luci e  ombre. Dello stesso autore è l’affresco della cupola presbiteriale, raffigurante Il trionfo di San Martino.La volta della navata centrale è stata realizzata da Luigi Morgari nel 1880: ripartita in quattro fasce, ognuna delle quali narranti un episodio della vita di San Martino; partendo dall’ingresso si ha in successione: Il miracolo di San Martino, San Martino vescovo, La morte del Santo e L’assunzione di Maria Vergine.Sempre dello stesso autore la pala dell’altare della prima cappella di sinistra Il Battesimo di Gesù, La chiesa è irradiata dalla luce naturale che trapela dalle aperture laterali, che conferiscono all’edificio un’ambrata luminosità, che ne risalta la bellezza dei dipinti e degli affreschi.

 

Torre campanaria

La Torre Campanaria fu costruita fra il 1709 e il 1711, su disegno dell’ing. Cocito di Neive che diresse i lavori fino all’altezza della cella campanaria. Quest’ultima venne disegnata dall’ing. Domenico Pettiti di Cherasco, chiamato dalla Comunità di La Morra a risolvere la lieve pendenza verso ovest della torre. Pettiti decise di non costruire il sesto riquadro del progetto originario e di sostituirlo con la cella delle campane.

Alta 31m. e a pianta quadrata, la torre è composta da cinque piani a riquadri semplici e sobri e da una cella campanaria in stile barocco. Nel basamento sono ancora visibili i cocci di pietra risalenti alla preesistente torre medioevale caduta nel 1700, una delle poche tracce del castello abbattuto nel 1544 per ordine delle truppe francesi occupanti.

 

 

Chiesa di San Rocco

La chiesa viene costruita come ex voto da parte dei cittadini per esser scampati al flagello della peste, di cui è protettore San Rocco. Non si conosce la data di inizio lavori di costruzione, che furono ultimati nel 1750. Posta secondo una direttrice ortogonale di fronte al Palazzo Comunale, la chiesa presenta eleganti linee barocche e un pregevole portone intagliato. L’interno a navata unica che si allunga nell’abside, custodisce importanti pale, tra cui quella raffigurante la Vergine con S. Rocco e un angelo opera di un pittore di Mondovì. La volta a cupola  affrescata dall’Operti, valente artista braidese, illustra la Gloria di S. Rocco, inserita in una prospettiva sfondata dal trompe- l’oeil di una balconata sorretta da barocche colonne. 
 

Chiesa di San Sebastiano

L’oratorio di S. Sebastiano fu costruito, per volere dei Disciplinati, tra il 1700 e il 1708 nello stesso luogo in cui sorgeva un pericolante edificio religioso, di cui si ha notizia fin dal 1505. Il campanile, che viene edificato solo nel 1766, si caratterizza per l’eleganza delle linee slanciate; la facciata suddivisa in due ordini, ai lati del portale ha nicchie che custodivano affreschi, ormai persi. L’interno a navata unica con due cappelle laterali ha uno stile più barocco, restano gli stucchi realizzati da Cattaneo e Lucchino, mentre le due pale d’altare dell’artista Diego Bono sono andate perdute .Oggi sconsacrata è usata per conferenze e mostre d’arte.
 

Chiesetta di Santa Brigida

La cappella è l’ampliamento di un antico pilone votivo a forma di tabernacolo aperto, dedicato a Santa Brigida di Svezia Vedova, che nel 1701 la popolazione decide di trasformare in cappella.L’interno custodisce una pala d’altare rappresentante la SS. Vergine e S. Brigida con sua figlia S. Caterina Vergine, opera di Diego Bono del 1819. Importante il ciclo di affreschi del coro, raffiguranti la Vergine in trono con Bambino e due Santi, di cui non si conosce l’autore, risalente al XV sec, anno di costruzione della primitiva cappella. Dello sconosciuto maestro si sa che aveva bottega a Fossano e in questo ciclo rievoca suggestioni di arte gotica e rinascimentale. 

 
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