Il palazzo del Comune, ricostruito nel 1765, venne rimaneggiato nel XX secolo. Conserva un soffitto ligneo a cassettoni nella sala del Consiglio. Fu anche sede delle prime Scuole Elementari. Nell’edificio preesistente furono firmati, nel 1402, gli Statuti di La Morra, un corpo di leggi che regolavano i rapporti fra i cittadini e i Falletti, signori del luogo, nonché l’amministrazione della giustizia.
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Le Langhe del Barolo sono una piccola striscia di terra che si estende a sud del Piemonte, il cui polo culturale è il paese di Barolo, luogo d’origine del “re dei vini”; il paesaggio collinare è un susseguirsi di dolci pendii, coltivati a vite, i cui filari disegnano rigorose geometrie. Nate per emersione dal mare padano durante l’epoca terziaria langhiana, le colline della Langa hanno un’etimologia incerta: il termine langa, infatti, potrebbe derivare da “landa”, terra incolta, o può significare lingua di terra (“languae”).
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Ampliamento di un pilone votivo del XV sec., di forma a tabernacolo aperto, di cui si conservano tracce nell’abside raffiguranti La Vergine con il Bambino. Nel 1750 si innalzano le mura del pilone e si costruisce l’attuale cappella, caratterizzata dal portico antistante risalente al 1834. Il ciclo di affreschi che decora l’interno è opera del lamorrese Giovanni Vassalli (1817).La chiesetta campestre di forma rettangolare è a navata unica, le murature sono parte in pietra e parte in mattoni, come il portico sormontato da un timpano con cornicione aggettante e il campanile.

La Cappella della Madonna delle Grazie venne costruita nel 1914 accanto ad un preesistente pilone affrescato da Giovanni Savio (1863-1950) di La Morra. Nel 1999 su interesse della famiglia Ceretto, che la acquistò nel 1972 assieme alla vigna antistante, la cappella venne reinterpretata in chiave contemporanea dagli artisti David Tremlett (1945) per l’interno e Sol LeWitt (1928-2006) per l’esterno. Divenuta uno dei simboli più moderni del territorio è, ora chiamata “cappella delle Brunate” o “cappella del Barolo” per celebrare il prestigioso vino che nasce da questo rinomato vigneto.
L’abbazia benedettina risalente al XII sec., un tempo dedicata a San Martino, segna il costituirsi del primo nucleo abitativo del paese, successivamente trasferito sulla sommità della collina. La facciata è stata realizzata nel 1684 da M. Garove, mentre sono medievali l’abside, una cappella e il campanile in pietra e in mattoni con bifore e trifore. All’interno l’abside è decorata con il tema iconografico del monaco servita, in atteggiamento devozionale. La pala centrale raffigura La Madonna dei sette dolori, il cui cuore è trafitto dalle sette spade; tema caro ai Serviti, che sostenevano la devozione mariana.Nelle cantine dell’ex convento è allestito dal 1971 il Museo Ratti dei vini di Alba, ideato da Renato Ratti.
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